Indice
Introduzione
Dall’invasione russa iniziata nel febbraio 2022, l’Ucraina è stata teatro di una devastazione senza precedenti, con gravi ripercussioni non solo sul piano umanitario, ma anche economico e infrastrutturale. A quasi tre anni dall’inizio del conflitto, la quarta edizione del “Rapid Damage and Needs Assessment” (RDNA4) pubblicato grazie allo sforzo congiunto di World Bank e ONU offre un quadro aggiornato e dettagliato degli impatti della guerra, stimando in circa 176 miliardi di dollari i danni diretti a edifici e infrastrutture fino a dicembre 2024.

Le cifre parlano chiaro: il settore più colpito è quello abitativo, con oltre 57 miliardi di dollari di danni, pari al 33% del totale. Seguono i trasporti con oltre 36 miliardi di dollari (21%). Ma la portata della distruzione va oltre i danni fisici. Le perdite economiche, sociali e di altro tipo ammontano a circa 589 miliardi di dollari, superando significativamente i danni agli asset. Questo include la contrazione dell’attività economica, la perdita di posti di lavoro e le interruzioni delle catene di approvvigionamento.
Il quadro che emerge dall’RDNA4 è quello di un paese ferito profondamente, con necessità di ripresa e ricostruzione stimate in quasi 524 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Questo ingente fabbisogno comprende interventi sia nel settore pubblico che privato e mira a una ricostruzione che tenga conto di standard moderni, a basse emissioni di carbonio e resilienti.

La conta dei danni settore per settore
Quali sono, dunque, le aree che necessitano di un intervento più urgente? Il settore abitativo, chiaramente, richiede non solo la ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati, ma anche soluzioni concrete per gli sfollati interni e per coloro che desiderano tornare alle proprie case. La ripresa della connettività è un’altra priorità assoluta, con la necessità impellente di riparare strade, ponti, ferrovie e aeroporti per ristabilire i collegamenti vitali per l’economia.
Il commercio e l’industria, un tempo motore dell’economia ucraina con un contributo di circa un terzo al PIL, hanno subito perdite stimate in 213,9 miliardi di dollari. La loro ripresa passa attraverso il ripristino delle infrastrutture produttive, un sostegno concreto alle piccole e medie imprese e la creazione di un ambiente che attragga nuovi investimenti. Anche il settore energetico ed estrattivo versa in condizioni critiche a causa degli attacchi mirati alle infrastrutture, con conseguenti interruzioni nella fornitura di elettricità e riscaldamento. La ricostruzione qui punta a un sistema più decentralizzato, resiliente e con un maggiore impiego di energie rinnovabili.
Non meno significativi sono i danni e le perdite nel settore sociale, che comprende istruzione, sanità, protezione sociale e cultura. Basti pensare che oltre il 10% delle infrastrutture educative è danneggiato o distrutto. La ricostruzione in queste aree è fondamentale per il benessere della popolazione e per la tenuta del tessuto sociale. Infine, la gestione dei pericoli esplosivi, con la vasta contaminazione da mine e residuati bellici, rappresenta una minaccia costante per la popolazione e un ostacolo concreto alle attività di ricostruzione, richiedendo un impegno prioritario e ingenti risorse per lo sminamento umanitario.

Una grande ferita anche per l’ambiente
Le ferite della guerra si estendono profondamente anche all’ambiente, con conseguenze che si protrarranno a lungo termine. L’RDNA4 stima danni diretti al solo settore forestale per 1,75 miliardi di dollari, ma considerando gli incendi e i danni alle aree protette in seguito al crollo della diga di Kakhovka, le perdite totali per questo settore raggiungono circa 28 miliardi di dollari. La diffusa contaminazione del territorio con mine e ordigni inesplosi aggrava ulteriormente la situazione ambientale, limitando l’accesso a terreni agricoli e infrastrutture critiche. L’RDNA4 sottolinea come questi danni ambientali rappresentino rischi duraturi per la salute e il benessere umano, causati dalla distruzione di infrastrutture industriali e dalla gestione inadeguata di rifiuti pericolosi. Pur riconoscendo la necessità di un monitoraggio continuo, l’assessment evidenzia lacune significative nei dati relativi all’inquinamento del suolo, dell’acqua e degli ecosistemi, rendendo complessa anche la valutazione dei reali costi sanitari. Tuttavia, vengono indicate priorità chiave come il monitoraggio e la valutazione dei siti contaminati, con un fabbisogno stimato di 291,1 milioni di dollari per interventi mirati.
Le opportunità per le aziende europee e statunitensi
In questo scenario complesso, il settore privato europeo e statunitense è chiamato a svolgere un ruolo cruciale nella ripresa e ricostruzione dell’Ucraina. Stime precedenti suggeriscono che almeno un terzo del fabbisogno totale potrebbe essere coperto da investimenti privati, inclusi i partenariati pubblico-privato, a condizione che vengano implementate riforme e misure che favoriscano la partecipazione privata in diversi settori. Le opportunità per le aziende sono molteplici, dalla costruzione e fornitura di materiali ai servizi professionali, dal settore energetico a quello digitale, fino all’agricoltura e, in modo sempre più rilevante, al settore ambientale, con necessità di bonifiche, gestione dei rifiuti, trattamento delle acque, decontaminazione e sminamento.
L’impegno nella ricostruzione può portare benefici significativi sia per le aziende che per i governi. Per le aziende si aprono nuovi mercati e opportunità di crescita, con un potenziale per rendimenti interessanti e un rafforzamento della reputazione legato alla responsabilità sociale, in particolare nell’ambito della sostenibilità ambientale. Per i governi, il sostegno alla ricostruzione può stimolare l’economia nazionale, rafforzare le relazioni diplomatiche, promuovere la stabilità regionale e avanzare agende politiche legate a riforme e alla transizione verso un’economia più verde.
Fabbisogno finanziario e mitigazione dei rischi
Tuttavia, per massimizzare il contributo del settore privato, saranno necessari adeguati strumenti di mitigazione del rischio, riforme strutturali per migliorare l’ambiente imprenditoriale e un sostegno pubblico mirato, anche per incentivare investimenti in tecnologie e pratiche sostenibili per la ripresa ambientale. Il governo ucraino si trova di fronte a un fabbisogno finanziario di 9,96 miliardi di dollari per il 2025, con un significativo gap di finanziamento che include anche le ingenti necessità per la bonifica ambientale. In conclusione, la ricostruzione dell’Ucraina, con la sua urgenza di affrontare anche le gravi conseguenze ambientali, rappresenta una sfida colossale che richiede un impegno congiunto e coordinato tra governi, istituzioni internazionali e il dinamismo del settore privato europeo e statunitense, aprendo al contempo importanti opportunità per un futuro più resiliente e sostenibile.

Le priorità per l’anno 2025
Le priorità di recupero e ricostruzione per il 2025 definite dal governo ucraino includono sia progetti di investimento pubblici che programmi non di investimento, per un totale di 17,32 miliardi di dollari. Di questa cifra, 11,88 miliardi di dollari sono destinati a progetti di investimento pubblici e 5,44 miliardi di dollari a programmi non di investimento.
Per quanto riguarda il finanziamento, nel 2025 sono stati assicurati 5,46 miliardi di dollari per i progetti di investimento pubblici, lasciando un gap di finanziamento di 6,43 miliardi di dollari. Per i programmi non di investimento prioritari, sono stati ottenuti 1,91 miliardi di dollari, con un fabbisogno non coperto di 3,53 miliardi di dollari. Complessivamente, il gap di finanziamento totale per le priorità di recupero e ricostruzione del 2025 ammonta a 9,96 miliardi di dollari.
Queste priorità sono state definite in linea con nove aree settoriali prioritarie, approvate dal Consiglio Strategico per gli Investimenti (SIC) e dal Gabinetto dei Ministri. Queste nove aree sono raggruppate in tre categorie: settore sociale, ricostruzione delle infrastrutture e sminamento e protezione civile. Nello specifico, le nove aree prioritarie sono:
Settore sociale:
- Alloggi: Ricostruzione di alloggi e strutture industriali correlate.
- Istruzione e Scienza: Riabilitazione di strutture e edifici educativi.
- Sanità: Ripristino e rafforzamento delle infrastrutture e delle strutture mediche.
- Protezione Sociale e Sostegno al Reddito: Ricostruzione di strutture, sistemi e infrastrutture relative a veterani di guerra, sfollati interni, istituzioni di protezione sociale e affari statali.
Ricostruzione delle Infrastrutture:
- Energia e Miniere: Ripristino e protezione dei sistemi e delle infrastrutture energetiche e minerarie.
- Trasporti: Riabilitazione di reti e infrastrutture di trasporto.
- Approvvigionamento Idrico e Sanificazione: Ricostruzione e ripristino di sistemi e infrastrutture per l’approvvigionamento idrico, la sanificazione, l’irrigazione e la gestione dei rifiuti.
Sminamento e Protezione Civile:
- Gestione degli Ordigni Esplosivi: Rimozione e gestione dei residuati esplosivi per proteggere vite umane e ripristinare un accesso sicuro.
- Risposta alle Emergenze e Protezione Civile: Sviluppo e ricostruzione di rifugi su larga scala e rafforzamento dei meccanismi di difesa civile.
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NOTA: Articolo elaborato con l’aiuto di NotebookLM per l’analisi delle 200 pagine del documento della World Bank in oggetto.
Foto di copertina: pexels-kris-moklebust-5764701.jpg da Pexels.com
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